Test

   

Nello studio di nuove soluzioni tecniche per moto da competizione la parte più importante è quella dei test su strada (su pista); come a dire che è sempre il cronometro ad avere l’ultima parola. C’è anche da dire, però, quando il salto dalla soluzione tradizionale a quella “nuova” è abbastanza grande fermarsi alla prima impressione potrebbe essere un errore. È opinione di molti che le moto con sospensione anteriore a braccio oscillante o comunque non convenzionali (al contrario di quello che direbbe la teoria) paghino qualcosa a quelle con la classica forcella: è mia opinione che pagano sicuramente milioni di ore di sviluppo in meno! Ciò premesso vediamo cosa è stato valutato nei test svolti finora sul prototipo oggetto di questo lavoro.Una prima sessione è stata svolta nel Dicembre 2003 ed è stata un verifica generale, funzionale e strutturale su diversi fronti:

-         funzionalità sospensione anteriore

-         funzionalità sospensione posteriore

-         funzionalità freno anteriore

-         reazioni dello sterzo

-         comportamento in accelerazione

-         stabilità

-         comportamento direzionale

-         funzionamento gruppo propulsore

Altri test sono stati svolti, con continuità a partire dal Luglio 2004; tali test hanno portato alla modifica del sistema di frenatura passando dal disco periferico autocostruito ad una unità di derivazione Buell (340mm di diametro) prima con una pinza Tokico a 6 pistoncini, successivamente con due potenti Nissin a 4 pistoncini . Le prove su strada hanno anche evidenziato un ottimo bilanciamento generale, una tendenza al beccheggio (sia in frenata che in accelerazione) decisamente limitata, una frenata potente e modulabile; dato che il disco freno non è adeguatamente esposta al flusso è stata realizzata anche una presa d'aria dinamica per il suo raffreddamento (vedi Aerodinamica).
 

 
 
 
 
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